Lo Champagne a Roma, ovvero grande degustazione organizzata dal Comité Interprofessionnel du Vin de Champagne


Roma, 2 ottobre 2012 – Giornata Champagne

Anche quest’anno il Bureau du Champagne Italia è riuscito ad allestire una manifestazione straordinaria, la più grande degustazione di Champagne mai organizzata in Italia con 67 marchi e 190 cuvée. A fare da cornice la stupenda Corsia Sistina con i suoi 120 metri di lunghezza suddivisi tra le sale, Baglivi e Lancisi, del Complesso monumentale di Santo Spirito in Sassia 

salone
Una delle due splendide sale
di Santo Spirito in Sassia

L’evento ha riunito più di mille appassionati ed addetti ai lavori del mondo del vino e della ristorazione che ogni anno possono degustare prodotti tra i più prestigiosi marchi presenti  sul mercato italiano.


Il consumo di Champagne in Italia nel 2011 ha raggiunto le 7,6 milioni di bottiglie (dato ufficiale CIVC) consolidando la sesta posizione nella classifica dei paesi importatori alle spalle di Regno Unito, USA, Germania, Belgio e Giappone. Secondo Domenico Avolio, direttore del Bureau du Champagne Italia, i consumatori italiani amano lo Champagne, i dati riferiti al 2011 confermano una crescita del 6,3% rispetto all’anno precedente, e se i consumi crescono i palati si affinano e i gusti si fanno sempre più ricercati. Il mercato italiano è costituito prevalentemente dai grandi marchi, è un mercato che apprezza i prodotti di fascia alta come le cuvée di prestigio e i millesimati; negli ultimi anni è anche aumentata la richiesta di prodotti di nicchia: rosé, champagne non dosati, millesimati o di cuvée composte da vitigni particolari che possono incontrare il gusto degli italiani anche per abbinamenti a tutto pasto. I consumi di Champagne relativi al 2011 hanno evidenziato che le Maison costituiscono la più grossa fetta del mercato italiano con l’86%, mentre i Vigneron detengono il 9% e le Cooperative il 5%.
degustazione
Andrea De Agostini
In poche ore non è facile riuscire a degustare, memorizzare, prendere appunti e fotografare un gran numero di Champagne ma anche quest’anno ci siamo impegnati a fondo! L’offerta di quasi tutti gli espositori era composta da tra cuvée: un Brut Sans Année, un Rosé ed un Millesimato; abbiamo cercato di organizzare le nostre degustazioni partendo, nell’ordine, dai marchi che non si conoscevano, da quelli degustati meno di recente e da quelli che amiamo particolarmente con la volontà di distribuire i nostri assaggi su tutte le etichette presenti e non solo sulle più blasonate o sulle grandi annate. Il bilancio di fine giornata è stato decisamente positivo non solo per il numero di Champagne degustatiti ma per tutte le emozioni che questi ci hanno trasmesso.
La Giornata Champagne 2012 oltre a regalarci preziosi assaggi di Maison e Vigneron ha voluto a trasmettere un segnale forte per la promozione e la tutela di una importante regione vitivinicola francese che lo scorso 21 settembre ha presentato la candidatura dei “Coteaux, Maison e cantine dello Champagne” al Patrimonio mondiale dell’Unesco, col fine di stabilire il valore universale e mondiale di questo territorio. La candidatura arriva a coronamento di un processo, iniziato nei primi anni 2000, rivolto alla riduzione dei rischi per la salute e l’ambiente, la tutela e valorizzazione dei terroir, della biodiversità e del paesaggio. Inoltre nel 2006  il Comité Champagne, che riunisce tutte le Maison e tutti i viticoltori della regione viticola, ha riunito un gruppo di esperti e ha iniziato a lavorare al progetto per la candidatura che interessa i 5 dipartimenti e tutti i 319 comuni della Denominazione Champagne.
Negli ultimi anni l’impiego di fitosanitari è stato notevolmente ridotto e oggi la metà dei prodotti applicati in Champagne è autorizzato per l’agricoltura biologica; questa regione è anche ai vertici europei nello sviluppo della tecnica biologica della confusione sessuale, che permette l’eliminazione pressoché completa dei trattamenti insetticidi classici. La riduzione dell’impiego in vigna dei prodotti fitosanitari punta da tempo al mantenimento e al ripristino degli equilibri naturali del sistema agricolo. La concimazione ragionata del terreno e della vite, lo sviluppo dell’inerbimento sotto le viti e attorno a esse dimostrano che i terreni assicurano un buon livello di attività biologica.
Andrea e Marco Chiesa
Marco Chiesa unico vincitore italiano del
Concorso Europeo Ambasciatore dello Champagne
La gestione responsabile di acque, reflui, sottoprodotti e rifiuti; la riduzione dei consumi idrici, il riciclaggio e/o recupero delle acque mantenendo altissimi gli standard igienici nei centri di pressatura, nelle cuveries e nei diversi laboratori. Come ogni altra attività, la produzione di uve e vini in Champagne genera rifiuti e sottoprodotti, che vengono integralmente valorizzati; dallo scorso anno, inoltre, il vetro delle bottiglie è stato ridotto del 20%. Una missione questa, sostenuta dal Comité, che punta a uno sviluppo sostenibile, alla valorizzazione del patrimonio comune ma anche a rafforzare l’immagine dei vigneti e dei vini della regione con l’obiettivo di ridurre del 25% le emissioni di Co2 entro il 2020. Questo grande impegno per la tutela ed il rispetto dell’ambiente dovrebbe farci riflettere e, una volta tanto, dovremmo cercare di “copiare” le cose positive che vengono fatte negli altri paesi e non soltanto le mode passeggere.
A. De Agostini

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