Champagne part 1


Somewhere in Champagne… Mailly Champagne e Bereche

stazione
Siamo arrivati ieri sera in terra di Champagne e come sempre l’emozione di iniziare il nostro percorso di conoscenza (perchè di questo mondo non se ne sa mai abbastanza), dicevo l’emozione mi ha impedito di dormire bene.mailly
Questa mattina siamo partiti da una grande cantina che nasce come una cooperativa di vignerons rivoluzionari che, per smettere di vendere solo uva a poco prezzo alle grandi Maison, decidono di spremere le loro uve e venderle per ricavare un prezzo migliore.
Comprano un fabbricato, adibiscono il locale per la pigiatura delle uve, ma le Maisons li boicottano e così in quei locali iniziano a lavorare per trasformare il mosto in vino e scavano a 20 metri sotto terra in una creta bianchissima quello che oggi è il kilometro di gallerie della Maison Mailly.

cantinaIl direttore M. Préau ci ha ricevuti riservandoci una calorosa accoglienza e per questa e le visite che verranno voglio ringraziare il nostro caro amico Pascal della Maison Fossati che ci segue sempre con affetto.
La degustazione è stata ricca di spiegazioni sul loro modo di lavorare: come in una grande famiglia che si occupa di un solo territorio quello di Mailly. Abbiamo degustato tutta la loro vasta gamma, come si vede dalla foto sopra scoprendo prodotti eccezionali come Le Feu Millesime 2000, che ho trovato veramente piacevole, rotondo, ricco di profumi e sapore.

degustazione
Nel pomeriggio un’altra piacevolissima sorpresa, siamo andati a Le Craon de Ludes e abbiamo trovato un produttore veramente sorprendente: Champagne Bereche et Fils
Qui l’accoglienza è stata veramente familiare, siamo stati insieme a Raphaël Bereche che con passione e rispetto per la natura porta avanti una tradizione che risale a 5 generazioni fa (1847 n.d.r.)
Tutto viene ftappiatto secondo natura, è biologico senza dichiararlo e senza esserlo in forma maniacale dice Raphaël, non vengono aggiunti lieviti ma è il vino che fermenta naturalmente grazie all’innalzarsi delle temperature, mentre il freddo viene mantenuto creando delle correnti di aria durante il periodo di affinamento. Insomma abbiamo bevuto 3 vin clairs e degustato una meravigliosa produzione che si esprime al meglio nel suo Chardonnay Les Beaux Regards e nel Reflet d’Antan che, grazie al sistema delle “reserves perpetuelles”, ci delizia con gli antichi sapori della loro azienda .

Questa sera a cena ACQUA…. , domani è un’altro giorno.

Stefania e Raphael

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