Bereche et Fils: tra osservazione ed empirismo. Parte II


Le Craon de Ludes, 15 maggio 2013
bottiglie

Dopo la visita in cantina, come consuetudine, ci siamo trasferiti nella sala degustazione dove Raphaël ci aveva già preparato un’importante selezione dei suoi vins clairs da farci assaggiare:

– Vin Clair 2012 (maggioranza di Pinot Meunier) base della futura Cuvée del Brut de Réserve con aggiunta di 30% Vin de Réserve;
– Vin Clair 2012 (100% Chardonnay) vinificato in barriques; assemblaggio di parcelle diverse per 2/3 della Montagne de Reims e per 1/3 della Vallée de la Marne;
– Vin Clair 2012 (100% Chardonnay) vigneti di Ludes;
– Vin Clair 2012 (100% Pinot Meunier) vinificato in barriques; vigneti della Vallée de la Marne “rive gauche” da una vigna del 1969;
– Vin Clair 2012 (maggioranza di Pinot Noir) assemblaggio del Rosé;
– Vin Clair 2012 (30% Chardonnay e 70% Pinot Noir) vigne del 1969/1973;

– Vin de Réserve (Cuvée del Reflet d’Antan).

Dopo esserci dilungati in una lunga e piacevole chiacchierata sui vini fermi che daranno vita agli Champagne della Maison siamo passati ai prodotti “finiti”:
degustazione– Brut Réservé (1/3 Chardonnay, 1/3 Pinot Noir e 1/3 Pinot Meunier) con aggiunta di 30% di Vins de Réserve del 2009 e del 2010; dosaggio 8g/l. Il biglietto da visita della Maison, è uno Champagne che non delude le aspettative, vinoso e grasso, con aromi marcati di frutta gialla matura e scorza d’arancia candita; anche in bocca questi sentori sono ben definiti e sostenuti da una buona acidità e sapidità, il finale è lungo e persistente con una leggera nota amarognola; uno Champagne da tutto pasto.


– Les Beaux Regards Brut Nature 2009 (100% Chardonnay). La scelta di non aggiungere liqueur de dosage a questo vino è dettata dalla volontà di lasciare inalterate le note minerali e iodate del gesso. Un cavallo di razza che ha bisogno di essere domato prima di esprimere al meglio tutto il suo potenziale: subito impetuoso e minerale poi fine ed elegante, il naso regala aromi di agrumi, lime, mela verde e lieviti; in bocca è fine, l’acidità iniziale ben si amalgama con le note cremose e vellutate e quelle fruttate di mela verde e kiwi; il finale è lungo, minerale dove le note di gesso esprimono tutto il suo terroir. Uno Champagne per gli amanti dei vini naturali.

imbottigliamento– Campania Remensis Rosé (30% Chardonnay, 65% Pinot Noir e 5% Pinot Meunier) dosaggio 3g/l con aggiunta di 5% vino rosso di riserva del 2009, sboccatura novembre 2012. Raphaël ha deciso di “tenere nascosto” questo vino rinchiudendolo in una bottiglia scura, ma appena versato nel bicchiere rivela un bellissimo colore rosa cerasuolo con dei riflessi brillanti che arrivano fino al lampone; gli aromi che sviluppa al naso sono quelli classici dei Pinot di fiori e frutti rossi; in bocca la vinosità è ben bilanciata dall’acidità e da una piacevole effervescenza con note di frutti freschi, frutti di bosco, melograno e prugna e un finale decisamente persistente con una leggera speziatura. Uno Champagne che consiglio per qualsiasi occasione anche se la potenza che esprime il Pinot Noir lo rende perfetto con dei salumi (culatello specialmente) e dei piatti di carne.

imbottigliamento– Instant Le Cran 2006 Ludes Extra Brut (50% Pinot Noir e 50% Chardonnay)  fermentazione lenta in botti di rovere per 8 mesi senza bâtonnage e filtrazione, sosta più di 60 mesi sui lieviti, dégorgement eseguito a mano, dosaggio 3g/l. Uno Champagne che avrebbe bisogno ancora di qualche anno per esprimere al meglio tutto il suo straordinario potenziale; il naso è veramente complesso, una leggera sensazione ossidativa si fonde con delle note di lievito e pasticceria secca, confettura di agrumi e frutta secca; tutte queste sensazioni sono confermate in bocca e accompagnate da un finale persistente. Un vino da tutto pasto che proverei volentieri con un Parmigiano di 60 mesi di stagionatura.

– Reflet d’Antan (1/3 Chardonnay, 1/3 Pinot Nero e 1/3 Pinot Meunier) – solo vins de réserve – Réserve Perpetuel 3 anni sui lieviti, dosaggio 6g/l. È uno Champagne che vuole rendere omaggio alla tradizione dei vins de réserve della famiglia e alla loro evoluzione negli anni; fermentazionein tini e invecchiatoper 18 mesi su fecce fini in vasche, solo 2/3 di ogni barile viene imbottigliato mentre il restante terzocontribuisce a formare l’annata successiva, questa procedura viene effettuata dal 1985. Il colore è oro antico, il suo naso è estremamente complesso e rivela note ossidative,  mandorle tostate, pane grigliato, anice stellato, gesso e una speziatura di cannella e chiodi di garofano; in bocca è vinoso e potente, una piacevole ossidazione con sentori di pera matura, confettura di albicocca, mandorle e pane tostato, note speziate di cannella e curry. La sua grande persistenza lo fa quasi uno Champagne da meditazione, ma da provare con una paella alla valenciana.
tappi

Amo particolarmente gli Champagne di questa Maison perché sono in grado di sorprendermi ogni volta; non sono decisamente dei vini “facili”, a volte sono anche un po’ aggressivi e spigolosi in gioventù ma hanno un loro carattere ben definito che li contraddistingue e riescono ad esprimere ed esaltare al meglio il terroir dal quale provengono. E come si diceva all’inizio dell’articolo… a presto Raphaël, la prossima volta in Italia con tutta la famiglia!

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