Laval: ecco tutti i perché del BIO!


Vincent e Andrea
Cumières, 14 Maggio, 2013 – Laval
Incontrare delle persone che amano il proprio lavoro e lo fanno con passione è sempre più difficile, se poi riescono a trasmettere anche tutto il loro entusiasmo attraverso le parole diventa quasi unico.
È il caso di Vincent Laval, piccolo (per il numero di bottiglie prodotte) ma grande vigneron di Cumières! La casa e la cantina di Vincent si trovano in una piccola stradina del paese, proprio dietro a quella di un altro produttore, amico di lunga data. Il padre Georges, da molti considerato un “estremista”, all’inizio degli anni settanta convertì tutti i suoi vigneti al biologico e da allora questa pratica è diventata una filosofia di vita per tutta la famiglia Laval.
Non conoscevamo Vincent ma subito ci ha ricevuti amichevolmente scusandosi per il suo ritardo (ma forse eravamo noi in leggero anticipo!) dovuto ai suoi numerosi impegni, è infatti il presidente dell’AIVABC (Association Interprofessionnelle des Vins de l’Agricolture Biologique de Champagne).
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Siamo partiti con una piccola visita ai locali di vinificazione dove ci ha mostrato due piante di vite attaccate ad un muro: le radici della prima erano molto ramificate e superficiali mentre quelle dell’altra molto più lunghe e profonde; la seconda era una pianta cresciuta con agricoltura biologica. A questo punto ci ha chiesto se eravamo interessati a “fare una  passeggiata” nelle sue vigne ed ovviamente abbiamo accettato perché, conoscendo il suo pensiero, sarebbe stata un’interessantissima esperienza.
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Prima di arrivare al lieu-dit “Longues Violés” abbiamo visto i lavori della nuova cantina che sta per essere realizzata e sarà in comunicazione con quella attuale. Appena imboccato il “Chemin des Longues Violés” Vincent ci ha fatto notare alcune “particolarità” di una vigna non biologica, il terreno era decisamente compatto e sabbioso, non vi era alcun segno di erba e soprattutto abbiamo notato delle strane e inquietanti pozzanghere rossastre. I trattamenti chimici che anno dopo anno sono stati eseguiti in questi terreni hanno portato ad un progressivo inquinamento delle falde acquifere e Vincent ci ha detto che in ormai in molti villaggi l’acqua non è potabile.
vignavignaPer questo professa l’agricoltura biologica asserendo che tutto quello che facciamo dobbiamo farlo prima di tutto per noi stessi e per il rispetto e la tutela dell’ambiente in cui viviamo per preservare i profumi e i sapori originali del terroir. Quando siamo arrivati alla parcella “Longues Violés” ci ha fatto vedere la differenza tra il terreno del suo vigneto e quello dei suoi confinanti e mettendo le mani nella terra ci ha detto che : “la buona salute della vigna, il buon equilibrio tra la quantità e la qualità delle uve e l’espressione aromatica del terroir dipendono dal suolo. La fertilizzazione organica è naturale, nel rispetto della regolamentazione “bio”; la terra viene lavorata per arearla e l’inerbimento è domato dalla tosatura per evitare l’erosione delle colline, favorire la naturale riproduzione della flora e della fauna del suolo e per favorire l’attecchimento in profondità della vigna”.
cantinaMolti produttori della Champagne si sono convertiti al biologico o quanto meno alla cosiddetta agricoltura ragionata per limitare allo stretto necessario il numero di trattamenti da effettuare nelle vigne. La tendenza attuale dell’agricoltura biologica è quella di utilizzare il cavallo per i lavori nella vigna soprattutto per girare la terra.
Tornati in azienda siamo scesi in cantina ad assaggiare i Vins Clairs e i Vins de Réserve direttamente dalle barriques usate acquistate in Borgogna. La metà dei vigneti ha più di trent’anni (i più vecchi addirittura settanta) e vengono tutti lavorati manualmente, anche la vendemmia; le uve vengono poi pressate parcella per parcella. Il mosto viene messo a fermentare, dopo una ridotta aggiunta di anidride solforosa (meno di 30 mlg/l) per evitarne l’ossidazione, per un periodo che può durare anche 10 mesi. Il vino subisce una chiarificazione naturale e non viene filtrato per conservare tutte le sue proprietà organolettiche; una volta imbottigliato sosta sui lieviti per un periodo che varia da due a quattro anni a seconda della cuvée. Per tutti gli Champagne dell’azienda si effettua il remuage a mano.
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Degustazione:
– Vin Clair 2012 Cumières (1/3Pinot Noir 1/3Pinot Meunier 1/3Chardonnay)
Un vino con un buon equilibrio, fresco, complesso; fiori d’acacia, violetta e erba tagliata; in bocca pesca, frutti rossi e leggere note balsamiche.
piece– Vin Clair 2012 Lieu-dit “Les Chenes” (100% Chardonnay)
Una buona acidità con sentori di tiglio, agrumi e note minerali.
– Vin Clair 2012 Lieu-dit “Hautes Chevres” (100% Pinot Meunier)
Molto fresco e vivace, pera, pesca e sul finale piccoli frutti rossi.
– Vin Clair 2012 Lieu-dit “Longues Violes” (95 Pinot Noir 5% Pinot Meunier)
Ancora un po’ “nervoso” con una buona acidità e consistenza al palato, uva spina e ribes.
piece– Cumiéres Brut Nature (50% Chardonnay 25% Pinot Noir 25% Pinot Meunier)
  (90% dell’annata 2010 e 10% dell’annata 2009) Al naso è molto equilibrato, estremamente pulito con sentori di pera, fragola e pesca ma anche di rosa e fieno; in bocca conferma tutte le sensazioni percepite all’olfatto con un finale decisamente lungo.
cantina– Vin de Réserve (2009-2010-2011) Metodo Solera
3 Cépages (Pinot Noir, Pinot Meunier e Chardonnay) – assaggio da due botti distinte con piccole sfumature diverse: il primo presenta un’ossidazione più marcata e aromi terziari più evoluti mentre il secondo è più fragrante con note fruttate e minerali più riconoscibili.
A.D.
Nota: qui abbiamo imparato qualcosa di cui poco si parla, non dobbiamo acquistare bio solo perché ci fa stare meglio ma perché quando tutti coltiveranno bio la nostra terra non ci restituirà i veleni che le abbiamo dato ed il mondo, meno malato, avrà più cura dei nostri figli.
S.F.
 
GeorgesLaval distribuito in Italia da Moon Import
16, ruelle du Carrefour – Cumières – Tel : 0033 (0) 3 26 51 73 66

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